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mercoledì 8 luglio 2026

Veneto. Deliberazione della Giunta Regionale n. 453 del 28 maggio 2026

Deliberazione della Giunta Regionale n. 453 del 28 maggio 2026

Presa d'atto del parere del Comitato permanente per la verifica dell'erogazione dei Livelli Essenziali di Assistenza in condizioni di appropriatezza ed efficienza nell'utilizzo delle risorse, di cui all'Intesa Stato-Regioni del 23 marzo 2005 (Comitato LEA) e conseguente aggiornamento della Rete dei Punti Nascita della Regione del Veneto.

Note per la trasparenza

Con il presente provvedimento, alla luce del parere negativo del Comitato Percorso Nascita nazionale (CPNn) rispetto all’istanza di deroga per il mantenimento in attività dei punti nascita con volumi inferiori agli standard, nonché del conseguente rischio che la Regione del Veneto venga considerata inadempiente con riferimento all’annualità 2022 e alla valutazione successiva del 2023, rispetto alle richieste formulate dal Comitato permanente per la verifica dell’erogazione dei Livelli Essenziali di Assistenza in condizioni di appropriatezza ed efficienza nell’utilizzo delle risorse, di cui all’Intesa Stato-Regioni del 23 marzo 2005 (Comitato LEA), si provvede ad aggiornare il modello organizzativo della Rete regionale dei Punti Nascita, definendo il percorso di riconversione funzionale degli stessi ed individuando, altresì, le azioni di governo più idonee a superare le criticità rilevate sull’attuale assetto, tra cui l’eventuale implementazione del trasporto assistito della partoriente (cd. STAM) e la progettazione della rete delle ostetriche del territorio.

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(Allegati)

Dgr_453_26_AllegatoA_584093.pdf
Dgr_453_26_AllegatoB_584093.pdf

(Testo della deliberazione con link alle norme richiamate)

L'Assessore Gino Gerosa riferisce quanto segue.

Il Piano Socio Sanitario Regionale 2019-2023 ribadisce che la salute materno-infantile rappresenta un nodo strategico nelle azioni di sanità pubblica per la proiezione esponenziale di danni e benefici nel corso della vita dei singoli e della comunità. Tale visione sistemica deve informare le scelte programmatorie finalizzate a garantire la sicurezza e la qualità della Rete dei Punti Nascita, tenendo conto della grande eterogeneità del territorio veneto e della presenza di ampie aree in condizioni di disagio orogeografico e demografico.

L'obiettivo di garantire la massima sicurezza possibile per la salute della madre e del neonato, riducendo al contempo le disuguaglianze tra soggetti residenti nelle diverse aree della Regione, richiede un attento bilanciamento tra le esigenze di prossimità assistenziale e la necessità di assicurare adeguati volumi di attività, competenze professionali e sostenibilità organizzativa. Nei contesti caratterizzati da bassa casistica, tali esigenze devono essere perseguite anche mediante strumenti di supporto quali la rotazione del personale, la formazione continua, la telemedicina e l'organizzazione del trasporto assistito della partoriente (Sistema Trasporto Assistito Materno - STAM).

Con la Deliberazione della Giunta regionale n. 1085 del 26 luglio 2011 è stato recepito l'Accordo tra il Governo, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano in sede di Conferenza Unificata del 16 dicembre 2010 (Rep. Atti n. 137/CU) recante "Linee di indirizzo per la promozione ed il miglioramento della qualità, della sicurezza e dell'appropriatezza degli interventi assistenziali nel percorso nascita e per la riduzione del taglio cesareo" e, in attuazione del medesimo, è stata prevista l'istituzione di un Coordinamento permanente per il Percorso Nascita regionale.

Tale Coordinamento regionale è istituito con Decreto del Segretario regionale per la Sanità n. 47 del 20 marzo 2012 e la sua composizione è stata aggiornata nel tempo con i Decreti del Direttore Generale dell'Area Sanità e Sociale n. 10 del 2 febbraio 2016, n. 73 del 22 giugno 2017, n. 16 del 12 febbraio 2020, n. 26 dell'11 marzo 2021, n. 28 del 28 marzo 2023, n. 118 del 7 agosto 2025 e, da ultimo, con Decreto del Direttore della Programmazione Sanitaria n. 11398 del 25 febbraio 2026, quale organismo tecnico di supporto alla programmazione regionale in materia.

Proprio in merito agli standard presenti nei Punti Nascita del territorio regionale, il summenzionato Accordo Stato-Regioni del16 dicembre 2010 dispone la razionalizzazione progressiva dei Punti Nascita con numero di parti inferiore a 1000 annui, prevedendo l'abbinamento, per pari complessità di attività, delle Unità Operative ostetrico-ginecologiche con quelle neonatologiche/pediatriche e riconducendo i precedenti tre livelli assistenziali a due livelli assistenziali.

In tema di punti nascita va evidenziato che il Ministero della Salute, in conseguenza dell'intervenuta emanazione del Decreto ministeriale 2 aprile 2015 n. 70 recante "Regolamento recante definizione degli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all'assistenza ospedaliera", con successivo Decreto ministeriale 11 novembre 2015 ("Decreto Lorenzin") ha emanato un protocollo metodologico per la valutazione delle richieste per mantenere in attività punti nascita con volumi di attività inferiori a 500 parti/anno e in condizioni orogeografiche difficili (art. 1) e ha poi meglio specificato alcuni requisiti necessari al mantenimento in attività degli stessi.

Detto provvedimento ha assegnato inoltre specifici compiti al Comitato Percorso Nascita nazionale (CPNn) - costituito con Decreto ministeriale 12 aprile 2011 fino all'attuale composizione definita con Decreto 17 febbraio 2026, che ha lo scopo di assicurare la funzione di coordinamento permanente tra le istituzioni centrali e periferiche in funzione della qualità e sicurezza del percorso nascita, come previsto dall'Accordo Stato-Regioni del 16 dicembre 2010 - prevedendo con l'art. 1 la possibilità per le Regioni e le Province autonome di presentare al Tavolo di Monitoraggio di cui al D.M. 29 luglio 2015 eventuali richieste di mantenimento in attività di Punti Nascita con volumi di attività inferiori ai 500 parti annui e in condizioni orograficamente difficili, in deroga a quanto previsto dall'Accordo Stato-Regioni del 16 dicembre 2010.

Pertanto, con questo decreto si è introdotto un opportuno meccanismo di conciliazione tra il diritto alla sicurezza clinica e il diritto alla salute e all'accessibilità nelle aree interne e montane del Paese.

Con Deliberazione n. 2238 del 23 dicembre 2016 la Giunta regionale ha provveduto a definire il modello della Rete assistenziale per il percorso nascita e, in particolare, della Rete dei Punti Nascita, in linea con il PSSR 2019-2023 e con le linee guida approvate dalla Conferenza Unificata il 16 dicembre 2010 (Rep. Atti n. 137/CU), basato sulla definizione di livelli per intensità di cure, sull'individuazione del ruolo delle singole strutture nella Rete e su precisi protocolli per la gestione delle donne in gravidanza e dei neonati e, in caso di necessità, sul trasporto nei luoghi più appropriati per le cure necessarie.

Il modello organizzativo della Rete dei Punti Nascita è stato successivamente confermato con la DGR n. 614 del 14 maggio 2019 di approvazione delle schede di dotazione delle strutture ospedaliere e delle strutture di cure intermedie delle Aziende sanitarie.

Negli ultimi anni il contesto demografico regionale è stato caratterizzato da una progressiva riduzione della natalità che ha determinato una contrazione significativa dei volumi di attività dei Punti Nascita e ha reso necessario avviare una riflessione programmatoria sull'evoluzione della Rete regionale del Percorso Nascita, al fine di garantire il mantenimento di adeguati livelli di sicurezza clinico-assistenziale, la sostenibilità organizzativa delle strutture e l'appropriatezza dell'assistenza erogata.

In via ordinaria, la concentrazione dell'attività assistenziale in strutture con adeguati volumi di attività costituisce un elemento funzionale al mantenimento delle competenze professionali, alla gestione delle emergenze ostetriche e neonatali e alla sicurezza clinico-assistenziale della diade madre-neonato. Per essere considerati conformi ai Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), i punti nascita in Italia devono garantire specifici standard di sicurezza, dotazione adeguata per profilo e competenze nelle 24 ore, elevata qualità assistenziale e volumi idonei con soglia minima di 500 parti annui. Le Regioni sono monitorate e valutate sulla base dell'Accordo del 16 dicembre 2010 che prescrive la chiusura dei punti nascita sub-standard qualora non sia stata espressamente richiesta e formalmente concessa la deroga.

La Regione del Veneto con successive note (prot. n. 507843 del 4 dicembre 2017, prot. n. 72100 del 23 marzo 2018, prot. n. 309244 dell'11 luglio 2019 e prot. n. 17862 dell'11 gennaio 2023) ha trasmesso al Comitato Percorso Nascita nazionale (CPNn) formale richiesta di deroga per i punti nascita con volumi di parti inferiore a 500, da ultimo con nota prot. n. 451218 del 23 agosto 2023, e a tale richiesta è pervenuto riscontro in data 28 maggio 2025 con parere positivo alla deroga per il Punto Nascita di Chioggia, oltre alla conferma dei Punti Nascita di Asiago e Venezia, e negativo per i punti nascita di Valdagno, Adria, Portogruaro e Castelfranco Veneto.

In considerazione che anche per il 2025 si sono confermati volumi inferiori ai 500 parti per tali sedi, con riferimento all'attività di monitoraggio e valutazione prevista dall'adempimento AAF "Rete dei punti Nascita" del questionario per la verifica degli adempimenti LEA (questionario LEA), per il quale la Regione del Veneto negli anni 2020 e 2021 risulta "adempiente con impegno" (in particolare per le criticità rilevate nel sub-adempimento AAF.2.1 "Verifica della chiusura del punto nascita nel caso in cui il parere del CPN nazionale sia stato sfavorevole alla deroga"), il Comitato permanente per la verifica dell'erogazione dei Livelli Essenziali di Assistenza in condizioni di appropriatezza ed efficienza nell'utilizzo delle risorse, di cui all'Intesa Stato-Regioni del 23 marzo 2005 (Comitato LEA) nella riunione del 3 dicembre 2025 ha approvato la proposta di sospensione della verifica della Regione Veneto, in attesa di integrazioni della documentazione relativa al sub adempimento AAF.2.1, consistente in atti conclusivi che non prevedono ulteriori e successivi passaggi ma siano dispositivi e, dunque, utili alla definitiva chiusura del procedimento di valutazione degli adempimenti 2022 e alla valutazione successiva del 2023, da trasmettere entro il 28 febbraio 2026.

Pertanto, con riferimento ai Punti Nascita di Valdagno, Adria, Portogruaro e Castelfranco Veneto - che hanno ricevuto il parere negativo alla deroga dal Comitato Percorso Nascita nazionale (CPNn) con conseguente rischio che la Regione del Veneto venga considerata inadempiente per le annualità 2022 e 2023 rispetto alle richieste formulate dal Comitato LEA - è necessario un percorso di riconversione funzionale procedendo ad una revisione della Rete dei Punti Nascita che preveda interventi per superare i numerosi Punti Nascita sub-standard.

Al fine di verificare gli standard di sicurezza degli attuali Punti Nascita e l'appropriatezza dell'assistenza erogata, il Comitato Percorso Nascita regionale (CPNr) - articolato in specifici sottogruppi di lavoro - ha effettuato il monitoraggio dei requisiti presenti in tutte le Unità Operative di Ostetricia e Neonatologia con specifiche check list e sviluppato il modello di revisione della Rete dei Punti Nascita, con priorità alla definizione di linee di indirizzo per i Punti Nascita con meno di 500 parti/anno senza deroga del CPNn, nonché alla declinazione delle azioni di accompagnamento al percorso nascita e monitoraggio da sviluppare da parte delle Aziende ULSS.

Gli esiti delle attività svolte sono confluiti nel documento tecnico "Riprogettazione della Rete del Percorso Nascita Regione del Veneto", elaborato e approvato in versione definitiva dal Comitato Percorso Nascita regionale (CPNr) in data 26 febbraio 2026. Tale documento è stato recepito con Decreto del Direttore Generale dell'Area Sanità e Sociale n. 11501 del 27 febbraio 2026 e trasmesso al Comitato LEA.

In relazione al Punto Nascita di Asiago che riveste un'importanza strategica distintiva, le criticità connesse alla sua eventuale chiusura, di natura logistica e sanitaria, superano i profili di criticità emersi in sede di analisi preliminare, se considerati solamente alla pari di altri punti nascita di pianura. Nello specifico, sono da considerare le problematiche intrinsecamente legate all'assetto orografico del territorio. La struttura ospedaliera è situata ad un'altitudine superiore ai 1000 metri s.l.m., in un territorio soggetto intense precipitazioni nevose durante la stagione invernale. Le limitate vie d'accesso sono frequentemente soggette a pesante congestione veicolare, in particolare a causa dell'intenso flusso turistico. I tempi di percorrenza dai Comuni dell'Altopiano verso le strutture sanitarie in pianura raggiungono l'ora e mezza (90 minuti) in orari diurni. In tale sede l'attuale configurazione operativa evidenzia inoltre un progressivo superamento delle problematiche emerse in sede di Comitato LEA. Ciò è riscontrabile sia nel costante aggiornamento delle dotazioni strumentali sia nel consolidamento dell'expertise del personale medico e infermieristico che, grazie ad un efficace schema di turnazione in collaborazione con i Presidi Ospedalieri di Bassano del Grappa e Santorso, mira a garantire il raggiungimento del volume minimo di parti annuo per singolo operatore, assicurando elevati standard qualitativi.

In relazione al Punto Nascita di Adria va rilevato che trattasi di ambito territoriale che ricade su area interna, per definizione distante dai principali centri di offerta di servizi essenziali (salute, istruzione, mobilità), le cui criticità connesse alla richiesta di chiusura sono da considerare in funzione delle problematiche intrinsecamente legate all'assetto orografico del territorio.

Con riferimento al Punto Nascita di Portogruaro, pur mantenendosi al di sotto della soglia minima di 500 parti, inoltre si riscontra oggettivamente un trend in crescita nel periodo osservato 2021-2025 pari a 87 nati.

Per tutti i presidi oggetto di parere negativo da parte del Comitato Percorso Nascita nazionale (CPNn) si ritiene che debba essere attivato un percorso strutturato di riconversione funzionale attraverso lo sviluppo delle tre linee di azione del Percorso Nascita (pre-gravidanza, gravidanza, post-partum).

In tali sedi e in quelli oggetto di deroga in osservazione del Comitato Percorso Nascita nazionale (CPNn) viene prevista la presenza di personale ostetrico territoriale, anche con sportello telefonico, quale elemento strutturale di presidio di prossimità per garantire l'intercettazione precoce del bisogno ostetrico e l'orientamento appropriato della gravida verso il nodo di rete più idoneo.

Lungo l'intero percorso nascita il presidio mantiene e sviluppa attività ad alto valore preventivo e assistenziale, quali triage telefonico strutturato, counselling ostetrico, attività di prevenzione ginecologica, supporto e promozione dell'allattamento, programmi di ginnastica e riabilitazione del pavimento pelvico in gravidanza e nel post-partum, attività di educazione sanitaria e accompagnamento alla genitorialità.

La presenza ostetrica territoriale si configura come nodo di prossimità clinico-organizzativa della rete materno infantile, capace di coniugare sicurezza, intercettazione precoce del rischio e sviluppo di funzioni territoriali ad alto valore sanitario.

Il modello prevede l'integrazione con le attività di telemedicina con i presidi di riferimento e con i consolidati sistemi di trasporto per la gestione delle emergenze materno infantile quali STAM (Sistema Trasporto Assistito Materno) e STEM (Sistema Trasporto Emergenza Neonatale). La riorganizzazione sarà completata entro la fine del 2026.

Il Comitato LEA ha comunicato ufficialmente - tramite il sistema documentale Siveas prot. n. 37 del 16 aprile 2026 ad oggetto "VENETO - Schema di certificazione adempimenti definitivo 2022" - l'esito sull'adempimento AAF Percorso Nascita "adempiente con impegno" e ha vincolato l'adempienza per l'anno 2022 e per il 2023 alla trasmissione entro il 31 maggio 2026 della Deliberazione della Giunta regionale di riorganizzazione della Rete dei Punti Nascita.

Alla luce di quanto sopra esposto, la Giunta regionale è conseguentemente chiamata ad approvare l'aggiornamento della Rete dei Punti Nascita della Regione Veneto in adempimento a quanto notificato dal Comitato LEA con nota del 16 aprile 2026, che costituisce l'Allegato A parte integrante e sostanziale del presente provvedimento.

Coerentemente con il nuovo assetto si deve procedere ad aggiornare il sistema di afferenza dei diversi punti della Rete secondo i criteri di specializzazione del modello Hub e Spoke, anche ai fini della centralizzazione delle emergenze e delle complessità, come riportato nell'Allegato B, che costituisce parte integrante e sostanziale del presente provvedimento.

Si precisa che l'Area Sanità e Sociale è incaricata dell'attuazione della riorganizzazione della Rete dei Punti Nascita che avverrà per fasi con una transizione programmata, adeguata comunicazione istituzionale e pubblica, una sospensione ordinata della funzione parto per i presidi con parere negativo, la strutturazione della continuità assistenziale e delle funzioni di prossimità, tra cui l'eventuale implementazione del trasporto assistito della partoriente (cd. STAM), coerentemente con il modello definito nell'Allegato A e secondo le indicazioni temporali assegnate dal Comitato LEA, assicurando il coordinamento e il monitoraggio del percorso di riorganizzazione della Rete dei Punti Nascita regionale.

La Giunta regionale in ragione della forte ricaduta sui territori prodotta dalle prescrizioni del Comitato LEA e dal loro conseguente adempimento, invita comunque il Comitato Percorso Nascita regionale (CPNr), sulla base della metodologia proposta e dell'attività di monitoraggio predisposta, ad attivare un Piano di Monitoraggio straordinario che possa verificare gli indicatori di performance, gli elementi tecnologici, le dotazioni strumentali e, in particolare, il turnover e l'aggiornamento continuo del personale sanitario in relazione a tutti i Punti Nascita sub-standard.

Il relatore conclude la propria relazione e propone all'approvazione della Giunta regionale il seguente provvedimento.

LA GIUNTA REGIONALE

UDITO il relatore, il quale dà atto che la struttura competente ha attestato, con i visti rilasciati a corredo del presente atto, l'avvenuta regolare istruttoria della pratica, anche in ordine alla compatibilità con la vigente legislazione statale e regionale, e che successivamente alla definizione di detta istruttoria non sono pervenute osservazioni in grado di pregiudicare l'approvazione del presente atto;

VISTO l'Accordo tra il Governo, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano del 16 dicembre 2010 (Rep. Atti n. 137/CU);

VISTO il Decreto del Ministro della Salute 11 novembre 2015;

VISTA la Legge regionale n. 48 del 28 dicembre 2018 "Piano Socio Sanitario Regionale 2019-2023";

VISTA la DGR n. 1085 del 26 luglio 2011;

VISTA la DGR n. 2238 del 23 dicembre 2016;

VISTA la DGR n. 614 del 14 maggio 2019;

VISTO il Decreto del Segretario regionale per la Sanità n. 47 del 20 marzo 2012 e successive modificazioni e integrazioni;

VISTO il Decreto del Direttore della Programmazione Sanitaria n. 11398 del 25 febbraio 2026;

VISTO il Decreto del Direttore Generale dell'Area Sanità e Sociale n. 11501 del 27 febbraio 2026;

VISTO l'art. 2, comma 2, lett. o) della Legge regionale 31 dicembre 2012, n. 54;

delibera

1. di approvare le premesse quale parte integrante e sostanziale del presente provvedimento;

2. di prendere atto che il Comitato permanente per la verifica dell'erogazione dei Livelli Essenziali di Assistenza in condizioni di appropriatezza ed efficienza nell'utilizzo delle risorse, di cui all'Intesa Stato-Regioni del 23 marzo 2005 (Comitato LEA) ha comunicato ufficialmente tramite il sistema documentale Siveas prot. n. 37 del 16 aprile 2026 come vincolo all'adempimento per gli anni 2022 e 2023 la trasmissione entro il 31 maggio 2026 della Deliberazione della Giunta regionale di riorganizzazione della Rete dei Punti Nascita e di riconversione dei Presidi non conformi agli standard nazionali;

3. di approvare, conseguentemente a quanto disposto dal punto 2, l'aggiornamento della Rete dei Punti Nascita della Regione Veneto, come da Allegato A, che costituisce parte integrante e sostanziale del presente provvedimento e che riporta l'attuale configurazione dei Punti nascita e le azioni da attivare per ciascuno di essi, tenendo comunque in considerazione le valutazioni riportate in premessa in merito ai Punti Nascita di Adria e Portogruaro;

4. di approvare l'aggiornamento del sistema di afferenza dei Punti Nascita della Rete secondo i criteri di specializzazione del modello Hub e Spoke, anche ai fini della centralizzazione delle emergenze e delle complessità, come riportato nell'Allegato B che costituisce parte integrante e sostanziale del presente provvedimento;

5. di incaricare l'Area Sanità e Sociale dell'esecuzione del presente atto, dell'attuazione della riorganizzazione della Rete dei Punti Nascita che avverrà per fasi con una transizione programmata, adeguata comunicazione istituzionale e pubblica, una sospensione ordinata della funzione parto per i presidi con parere negativo, la strutturazione della continuità assistenziale e delle funzioni di prossimità, tra cui l'eventuale implementazione del trasporto assistito della partoriente (cd. STAM), secondo le indicazioni temporali assegnate dal Comitato LEA, assicurando il coordinamento e il monitoraggio del percorso di riorganizzazione della Rete dei Punti Nascita regionale;

6. di incaricare il Comitato Percorso Nascita regionale (CPNr), sulla base della metodologia proposta e dell'attività di monitoraggio predisposta, ad attivare un Piano di Monitoraggio straordinario che possa verificare gli indicatori di performance, gli elementi tecnologici, le dotazioni strumentali e, in particolare, il turnover e l'aggiornamento continuo del personale sanitario in relazione a tutti i Punti Nascita sub-standard;

7. di demandare alle Aziende ed Enti del Servizio Sanitario Regionale, per quanto di competenza, l'attuazione delle azioni previste dal presente provvedimento;

8. di dare atto che la presente deliberazione non comporta spesa a carico del bilancio regionale;

9. di incaricare il Direttore Generale dell'Area Sanità e Sociale della trasmissione del presente provvedimento al Comitato permanente per la verifica dell'erogazione dei Livelli Essenziali di Assistenza in condizioni di appropriatezza ed efficienza nell'utilizzo delle risorse, di cui all'Intesa Stato-Regioni del 23 marzo 2005;

10. di pubblicare il presente atto nel Bollettino ufficiale della Regione.


venerdì 3 luglio 2026

Case della Comunità. PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI - CONFERENZA PERMANENTE PER I RAPPORTI TRA LO STATO, LE REGIONI E LE PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E BOLZANO

PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI - CONFERENZA PERMANENTE PER I RAPPORTI TRA LO STATO, LE REGIONI E LE PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E BOLZANO

INTESA 26 giugno 2026 Intesa, ai sensi dell'accordo Stato-regioni del 5 dicembre 2013, rep. atti n. 164/CSR, sull'ipotesi di accordo collettivo nazionale per la disciplina dei rapporti con i medici di medicina generale, ai sensi dell'articolo 8 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, per l'attuazione dell'investimento 1.1 «Case della comunità e presa in carico della persona» (missione 6 - salute, componente 1), di cui al Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR). (Rep. atti n. 96/CSR).

(26A03304) (GU Serie Generale n.149 del 30-06-2026)

https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2026/06/30/26A03304/sg

venerdì 20 marzo 2026

Veneto. Deliberazione della Giunta Regionale n. 82 del 25 febbraio 2026

Deliberazione della Giunta Regionale n. 82 del 25 febbraio 2026

Progetti relativi agli obiettivi di carattere prioritario e di rilievo nazionale del Piano Sanitario Nazionale per l'anno 2025. Accordo, ai sensi dell'art. 1, commi 34 e 34-bis della Legge 23 dicembre 1996 n. 662 tra il Governo, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano. Rep. Atti n. 270/CSR del 29 dicembre 2025.

Note per la trasparenza

Con il provvedimento si approvano, contestualmente, i progetti elaborati per il perseguimento degli obiettivi di carattere prioritario e di rilevo nazionale per l’anno 2025 indicati nel Piano Sanitario Nazionale e le relazioni illustrative dei progetti relativi all’anno 2024.

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(Allegati)

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Dgr_82_26_AllegatoF_577597.pdf
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mercoledì 10 settembre 2025

DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 28 febbraio 2025

DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 28 febbraio 2025

Recepimento dell'Accordo stipulato il 3 ottobre 2024 tra il Governo, le regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano (Rep. atti n. 176/CSR), concernente l'istituzione del profilo professionale di assistente infermiere, come modificato dall'Accordo tra il Governo, le regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano del 18 dicembre 2024 (Rep. atti n. 262/CSR). (25A03430) (GU Serie Generale n.142 del 21-06-2025).


martedì 17 giugno 2025

Veneto. Deliberazione della Giunta Regionale n. 1587 del 30 dicembre 2024

Deliberazione della Giunta Regionale n. 1587 del 30 dicembre 2024

Recepimento dell'Intesa Stato-Regioni del 14 novembre 2024 (Rep. Atti n. 204/CSR) in materia di tariffe dell'Assistenza Protesica.

Note per la trasparenza

Con il presente provvedimento si provvede a recepire l’Intesa Stato-Regioni in oggetto, sullo schema di Decreto del Ministro della salute, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, di modifica del precedente analogo Decreto del 23 giugno 2023, concernente la definizione delle tariffe dell’assistenza specialistica ambulatoriale e protesica

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giovedì 1 agosto 2024

DECRETO-LEGGE 7 giugno 2024, n. 73 Misure urgenti per la riduzione dei tempi delle liste di attesa delle prestazioni sanitarie

DECRETO-LEGGE 7 giugno 2024, n. 73

Misure urgenti per la riduzione dei tempi delle liste di attesa delle prestazioni sanitarie. (24G00093)

note: Entrata in vigore del provvedimento: 08/06/2024
Decreto-Legge convertito con modificazioni dalla L. 29 luglio 2024, n. 107 (in G.U. 31/07/2024, n. 178).
 
(Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 31/07/2024)

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Rassegna stampa

Al via legge su liste d'attesa, 90 giorni a Regioni per adeguarsi
Cambia il calcolo del fabbisogno di personale, nodo fondi


INTRAMOENIA. Attenzione all'art. 4, comma 2. Le Ulss e le aziende ospedaliere devono assicurare il "corretto ed equilibrato rapporto tra attività istituzionale e corrispondente attività libero-professionale di cui all'articolo 15-quinquies, comma 3, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, con il divieto che l'attività libero-professionale possa comportare per ciascun dipendente ((e per ciascun professore e ricercatore universitario inserito in assistenza)) un volume di prestazione superiore a quello assicurato per i compiti istituzionali. ((A tale fine)), l'attività libero-professionale è soggetta a verifica da parte della direzione generale aziendale, con la conseguente applicazione di misure, consistenti anche nella sospensione del diritto all'attività stessa.


giovedì 11 luglio 2024

Ministero della Salute, Decreto 14 maggio 2024

Ministero della Salute

Decreto 14 maggio 2024

Modifica della ripartizione delle risorse disponibili nel Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) per la formazione dei medici di medicina generale - Missione M6, Componente C2, Intervento «2.2 Sviluppo delle competenze tecniche-professionali, digitali e manageriali del personale del sistema sanitario» - Sub-misura: «Borse aggiuntive in formazione di medicina generale» - Ciclo formativo 2023/2026. (24A03354)

(G.U. Serie Generale , n. 152 del 01 luglio 2024)

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sabato 16 marzo 2024

LEA. Download DPCM e allegati

Download DPCM e allegati

Il DPCM 12 gennaio 2017, pubblicato il 18 marzo in Gazzetta Ufficiale - Supplemento n.15, definisce i nuovi LEA e sostituisce integralmente il DPCM 29 novembre 2001. Di seguito è possibile consultare il Decreto e gli allegati che ne sono parte integrante.

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martedì 21 dicembre 2021

CONFERENZA PERMANENTE PER I RAPPORTI TRA LO STATO LE REGIONI E LE PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E BOLZANO - ACCORDO 22 febbraio 2012

CONFERENZA PERMANENTE PER I RAPPORTI TRA LO STATO LE REGIONI E LE PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E BOLZANO - ACCORDO 22 febbraio 2012

Accordo ai sensi dell'art. 4 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, tra il Governo, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano concernente l'individuazione delle attrezzature di lavoro per le quali e' richiesta una specifica abilitazione degli operatori, nonché le modalità per il riconoscimento di tale abilitazione, i soggetti formatori, la durata, gli indirizzi ed i requisiti minimi di validità della formazione, in attuazione dell'art. 73, comma 5, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 e successive modifiche e integrazioni.

(Repertorio atti n. 53/CSR). (12A02668) (GU Serie Generale n.60 del 12-03-2012 - Suppl. Ordinario n. 47)

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domenica 23 giugno 2019

MINISTERO DELLA SALUTE DECRETO 2 aprile 2015, n. 70

DM 70/2015

DECRETO 2 aprile 2015, n. 70

Regolamento recante definizione degli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all'assistenza ospedaliera.

(15G00084) (GU n.127 del 4-6-2015 )
note: Entrata in vigore del provvedimento: 19/06/2015

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lunedì 27 febbraio 2017

MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI. DECRETO 23 novembre 2016

MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI
DECRETO 23 novembre 2016
Requisiti per l'accesso alle misure di assistenza, cura e protezione a carico del Fondo per l'assistenza alle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare, nonché ripartizione alle Regioni delle risorse per l'anno 2016.
(17A01369) (GU Serie Generale n.45 del 23-2-2017)
Vai al testo pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
Vedi anche l'art. 3 della Legge n. 112/2016 "Disposizioni in materia di assistenza in favore delle persone con disabilita' grave prive del sostegno familiare". DOPO DI NOI.

domenica 25 gennaio 2015

Piano Nazionale Malattie Rare (PNMR) 2013-2016

fonte: http://www.salute.gov.it/portale/salute/p1_5.jsp?lingua=italiano&id=17&area=Servizi_per_persone_o_situazioni_speciali

...L’Italia, nel pieno rispetto di quanto indicato dall’Unione Europea, si è dotata di un Piano Nazionale Malattie Rare (PNMR). Il PNMR 2013-2016 è stato approvato dalla Conferenza Stato-Regioni nella seduta del 16 ottobre 2014.

domenica 21 settembre 2014

Deliberazione della Giunta Regionale n. 1653 del 09 settembre 2014

Ulteriori determinazioni in materia di Fondo regionale per la Non Autosufficienza per l'anno 2014 ad integrazione della DGR 1171/2014.

Note per la trasparenza
Integrazione alle Aziende ULSS delle assegnazioni relative al Fondo regionale per la Non Autosufficienza rispetto a quanto già ripartito con la DGR 1171/2014 e determinazione delle risorse in accentrata regionale per il finanziamento di progettualità nel medesimo ambito.

....
Mutuando integralmente i medesimi criteri, con il presente provvedimento si determinano le ulteriori modalità di riparto del FRNA a seguito dell'avvenuta assegnazione alle regioni delle risorse del FNNA per l'anno 2014 con decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, di concerto con il Ministero della Salute e del Ministero dell'Economia e Finanze del 7 maggio 2014, previa intesa della Conferenza Unificata. Con tale decreto sono assegnati alla Regione del Veneto € 26.010.000,00.
Il decreto interministeriale di riparto, nel rispetto delle finalità istitutive del FNNA, ai sensi dell'articolo 1265 della Legge 27 dicembre 2006 n. 296, definisce le aree prioritarie di intervento delle prestazioni a favore delle persone non autosufficienti, essenzialmente riconducibili nei percorsi di presa in carico e di assistenza a supporto delle cure domiciliari. L'atto prevede, altresì, che il 30% delle risorse ripartite sia assegnato a persone in condizione di disabilità gravissima, ivi incluse le persone affette da SLA, in condizione di dipendenza vitale che necessitano a domicilio di assistenza continua nelle 24 ore per: gravi patologie cronico degenerative non reversibili, gravissime disabilità psichiche multi patologiche, gravi cerebro lesioni, stati vegetativi, gravi patologie associate a dipendenza vitale da apparecchiature elettromedicali. Inoltre, ai sensi dell'articolo 3, comma 2, del Decreto interministeriale del 7 maggio 2014, la Conferenza Unificata nella seduta del 5 agosto 2014 ha sancito un accordo in base al quale le Regioni si impegnano ad utilizzare con tale finalità una quota non inferiore al 40% delle risorse ripartite.
L'azione della Regione del Veneto conseguente l'istituzione del FNNA nell'anno 2007 ha portato in questi anni a consolidare il sistema degli sportelli unici di accesso del cittadino e ad implementare le forme di sostegno all'assistenza domiciliare delle persone non autosufficienti da parte delle famiglie, prima con l'Assegno di Cura (DGR 39/2006 e DGR 4135/2006), poi confluito nell'Impegnativa di Cura Domiciliare (ICD) motivatamente ascritta ai LEA (DGR 1338/2013), assieme al servizio di Telesoccorso/Telecontrollo, da oltre 20 anni presente nell'offerta regionale dei servizi.
La più recente riserva all'interno del FNNA del di una percentuale d risorse da destinare alla disabilità gravissima è stata peraltro attuata per il tramite dell'ICDa, la tipologia di impegnativa di cura domiciliare per gli utenti con alto bisogno assistenziale.
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sabato 14 luglio 2012

Patto per la salute per gli anni 2010-2012

fonte: http://www.normativasanitaria.it/dettaglioAtto.spring?id=31789
Provvedimento 03 dicembre 2009
Intesa, ai sensi dell'articolo 8, comma 6, della legge 5 giugno 2003, n. 131, tra il Governo, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano concernente il nuovo Patto per la salute per gli anni 2010-2012.
(Repertorio n. 243/CSR)
(09A15603)
(G.U. Serie Generale, n. 3 del 05 gennaio 2010)
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